minaccia nato NWO sPa bm nwo

ecco cosa significa la minaccia del NWO sPa bm nwo, SONO i satanisti massoni della CIA NATO e Regime Bildenberg, la usura mondiale del FMI.. QUESTO È ALTO TRADIMENTO COSTITUZIONALE! Dopo documentario sui proiettili all'uranio impoverito regista tedesco non trova lavoro. 15.09.2016) URL abbreviato 171107912 Frieder Wagner, regista e vincitore del premio Grimme, ha filmato diversi documentari per i canali ARD e ZDF. Tuttavia dopo il film "Deadly Dust" (Todesstaub, "Polvere letale" — ndr) sulle conseguenze dell'uso dei proiettili all'uranio impoverito nelle operazioni NATO in Iraq e Jugoslavia, non riesce a trovare più lavoro. Ha parlato con Sputnik: — Anche se la pellicola ha vinto il premio televisivo europeo ÖkoMedia, non ho ricevuto più nessun ordine. Un anno fa ho parlato con Siegesmund von Ilsemann, direttore del tabloid Spiegel, che nel 2001 ha scritto un articolo su questa polvere mortale spiegando come sia pericolosa. Ha detto che il tema dell'uso delle munizioni all'uranio è un vero e proprio tabù in Germania. — I proiettili all'uranio impoverito si producono con il materiale di scarto durante il processo di arricchimento dell'uranio. Se da questo uranio di scarto si fanno delle munizioni e si dà velocità, perforeranno il cemento, l'acciaio e il ferro come un coltello caldo nel burro. Per questa arma non serve la polvere da sparo, occorre solo un impulso. Grazie al suo peso specifico, quasi 2 volte più pesante del piombo, la testata ha una forza distruttiva maggiore e distrugge tutto quello che incontra nella sua traiettoria. Inoltre il corpo del proiettile è ancor di più affilato. Una volta che colpisce l'obiettivo penetra come la punta di una matita nel temperino. Il materiale che fuoriesce si riscalda per attrito ad una temperatura dai 1000 °C ai 5000 °C ed esplode. Una volta che colpisce un tank, il materiale si propaga: l'armatura, i missili, il serbatoio col carburante e la torre si disintegrano in varie direzioni, i membri dell'equipaggio si carbonizzano in una frazione di secondo. A queste temperature l'uranio impoverito si riduce a nanoparticelle cento volte più piccole di un globulo rosso del nostro sangue. Sono così piccole che possono essere assorbite dal sangue e depositarsi nel cervello, nei reni e negli altri organi, così come negli spermatozoi e nelle ovaie, causando gravi malformazioni ai neonati. — La NATO ha costantemente usato l'uranio impoverito in Kosovo, Somalia, Libia e durante le due campagne militari in Iraq. In Afghanistan lo continua ad usare fino ai nostri giorni. Al momento queste munizioni sono in dotazione in 21-22 Paesi, comprese le potenze mondiali: Russia, Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna, etc. Gli americani, che una volta hanno usato sfacciatamente la bomba atomica, ora insieme con i suoi alleati usano le munizioni all'uranio nel corso delle varie guerre gestite dalla NATO. Non pensano alle conseguenze, nonostante i ricercatori militari siano ben consapevoli della loro letalità. Sono stato in Iraq e Kosovo. Abbiamo prelevato campioni dal suolo e delle acque, così come dai tessuti: in tutti i campioni di tessuto è stato rilevato l'uranio impoverito, e come se non bastasse l'uranio-236. Non è presente in natura, si crea in un processo non naturale. — Le vittime dell'uranio impoverito hanno cercato giustizia nei tribunali, soprattutto in Italia, dove non ci sono centrali nucleari in funzione. I familiari di 16 dei 109 soldati che sono morti di cancro hanno fatto causa allo Stato ed hanno vinto. Durante il processo è stato dimostrato che le malattie mortali sono state provocate dal contatto con i proiettili di uranio in Kosovo, Iraq, etc. Queste famiglie hanno ricevuto risarcimenti 200mila a 1,4 milioni di euro. — Mi sorprende che non ci siano proteste e appelli contro l'uso di munizioni all'uranio all'indirizzo delle Nazioni Unite o di Amnesty International. Sarebbe opportuno: nel 2001 — in Germania e in altri Paesi europei nei media si è parlato molto delle morti dei primi soldati portoghesi e spagnoli in Kosovo. Ma poi la NATO e l'ONU hanno dichiarato che questo tema deve essere cancellato nei media. Ci sono riusciti.
http://it.sputniknews.com/mondo/20160915/3374360/DeadlyDust-Wagner-censura-NATO-USA-cancro.html

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GOD’S PROMISES ARE STRONGER THAN FEAR ] [ Whoever dwells in the shelter of the Most High will rest in the shadow of the Almighty. I will say of the LORD, “He is my refuge and my fortress, my God, in whom I trust.” (Psalm 91:1-2) “Two days ago the police raided our house. They took away all the Bibles and Christian books that we had in the house,” says Lazar, a church leader in Uzbekistan. The roots of communism seem not to have withered yet. Uzbek Christians are balancing between fear of surveillance, intimidation and imprisonment and faith in God’s promises.
The penalty which Lazar may receive for possession of the “illegal books” he had in his house is a prison sentence of fifteen days or a hefty fine.
“I would prefer a prison sentence,” says Lazar. He knows comparable cases when fines equivalent to over a year’s salary were imposed. Leila, his wife seems bewildered by her husband’s response. “I don’t want you to go to prison,” she responds.
Lazar counters, “The Pharisees persecuted Jesus, but still He went on with His work. The evening after the raid, I read Psalm 91. God is my refuge and my strength. I can hide in Him. I don’t want to allow myself to be governed by fear, because that doesn’t help you at all. After my arrest, one of the neighbours telephoned me. ‘Lazar,’ he said, ‘we’ve packed our things and we’re ready to leave for Moscow. Should we go?’”
Lazar can understand this, but he resolutely teaches his church members to take a different approach. “We must oppose people who are sowing fear. God’s promises are stronger,” he emphasises. “We have difficulties, but we believe that God is with us and that His promises are stronger than fear.”
Still this fear may suddenly take a grip on you if you’re in the middle of a situation of direct persecution. A few days later Lazar suddenly says, “I’m leaving the city tonight. My lawyer has advised us to take a break. It may be the case that another raid is conducted on our home. We can’t cope with this now and so we’re leaving. Please pray for me and my family.”
In the space of a few days Lazar struggles with the horribly hard hand of the regime and with the values of his faith. He’s balancing between fear and faith. Pray that the fear which the government is trying to sow shall not take root in his heart.
A few weeks later, Lazar reports that he and his family are back at home. But the problems are not over. Legal proceedings have been taken against him and he has been threatened with death by the authorities.
RESPONSE:
Today I will boldly affirm that God is with me and His promises are stronger than fear!
PRAYER:
Pray for Christians like Lazar and Leila who are on the teeter-totter between fear and faith. Pray that Satan’s tactic of fear will not take root in their hearts.

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queste non sono notizie che devono lasciarci indifferenti! DOBBIAMO REAGIRE E RICHIEDDERE L'ISOLAMENTO INTERNAZIONALE della Lega Araba il nazismo sharia ] Iran: 5 cristiani arrestati durante un pic nic. Sintesi: ufficiali del Ministero della Sicurezza e dell'Intelligence iraniano arrestano 5 cristiani, tra i quali il fratello di Sarah, oratrice al nostro convegno 2016.
Venerdì 26 agosto Ramiel Bet Tamraz, Amin Nader Afshar, Hadi Askary, Mohamad Dehnay e Amir Sina Dashti si sono recati, assieme alle loro mogli a Firuzkuh (nord di Teheran) per pescare e fare un picnic. Alle 13:30 circa alcuni ufficiali del Ministero della Sicurezza e dell'Intelligence (MOIS) sono arrivati nella loro area di picnic e hanno separato uomini e donne. Amin Nader Afshar ha prontamente chiesto loro di mostrare il mandato di arresto, che gli ufficiali non hanno prodotto: alla sua legittima richiesta hanno invece risposto iniziando a percuoterlo.
Gli ufficiali del MOIS hanno portato via i 5 uomini, lasciando i membri delle famiglie privi di ogni informazione atta a rintracciarli.
Ramiel Bet Tamraz è fratello dell'oratrice del convegno annuale di Porte Aperte 2016, sorella Sarah (lo pseudonimo che abbiamo usato per lei durante il convegno), nonché figlio del pastore assiro Victor Bet Tamraz, arrestato il 26 dicembre 2014 insieme a Amin Nader Afshar. Il pastore Victor era stato accusato di "proselitismo e attività illegali", trattandosi di riunioni fra cristiani, oltre che di "stampa e diffusione di Bibbie". Venne rilasciato su cauzione il 1 marzo 2015, mentre Amin era stato rilasciato un mese prima sempre su cauzione. Sono entrambi in attesa di essere convocati dalla corte per le accuse relative alle loro attività cristiane.
I membri delle loro famiglie non comprendono la ragione degli arresti, a parte il collegamento con l'arresto del pastore Victor e Amin. Temono che lo scopo degli ufficiali del MOIS sia ottenere confessioni forzate per avere delle "prove" da esibire contro le vittime degli arresti del dicembre 2014. Le famiglie dei cinque fratelli arrestati chiedono preghiera per i loro cari.
    Vai al sito http://italy.acemlnb.com/lt.php?s=58171e10ea6034e3d16fc1036f84a053&i=36A50A1A600
    Aiuta una famiglia di perseguitati con il cibo per un mese. Migliaia di cristiani perseguitati vivono all'interno di campi di sfollati senza il cibo necessario per sopravvivere! A seguito dell'avanzata dell'ISIS in Iraq e Siria migliaia di cristiani hanno dovuto lasciare tutto ciò che avevano per scappare in luoghi più sicuri. Ora vivono in campi per sfollati, spesso impossibilitati a potersi procurare un lavoro, del denaro o il necessario per sostenere la propria famiglia.
Denunciamo inoltre un grosso buco negli approvvigionamenti di cibo proprio per i profughi cristiani, spesso soggetti a forti discriminazioni nella distribuzione. Un tuo regalo di 46 euro può sostenere un'intera famiglia per un mese.
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http://www.maurizioblondet.it/europei-vi-siete-ridotti/
“L’individualismo come fenomeno di massa non è un fatto psicologico congiunturale,  che renderebbe i nostri contemporanei eccezionalmente egoisti o portati a ripiegarsi in sé stessi.  E’ un fatto di struttura  che mette l’attore individuale,  coi suoi diritti ma anche i suoi interessi, in primo piano, con l’esclusione  del resto – il politico specialmente, che non ha più altro ruolo se non al servizio dei diritti e degli interessi individuali.  Ne risulta un programma che si può riassumere così:  la  libertà totale di ciascuno e l’impotenza completa di tutti”.

La citazione, forse un po’ difficile, è di Marcel Gauchet. Storico e filosofo della storia, una  delle poche grandi menti rimaste in un’Europa dove il pensiero non serve più, 70 anni,  Gauchet mi pare colga bene il  “capolinea” in cui si  è ficcata la civiltà europea, e che angoscia e paralizza nel profondo – il senso di aver perso la strada. “ La dinamica  dei diritti individuali –  dice –  diventa la macchina per dissolvere la capacità collettiva di governarsi,  detto altrimenti, della democrazia”.

Il trionfo dei “diritti individuali”  è vissuto ovviamente dai più come  una grande liberazione, invece che una crisi – e crisi terminale; soprattutto, ci sembra un fenomeno di liberazione  spontaneo. Invece, spiega Gauchet, esso è indotto;  è il risultato di una “ipertrofia”  della dimensione del diritto; in concreto, dei diritto degli individui a spese delle altre dimensioni della vita collettiva.

E   questa ipertrofia ha degli autori: le oligarchie che  hanno  formato “la costruzione europea: essa è animata da una volontà post-politica, quella di ridurre la democrazia all’esercizio più largo possibile delle libertà individuali; che sono sì un elemento; ma la democrazia consiste essenzialmente e  prima di tutto nella capacità di fare scelte collettive. La filosofia delle istituzioni europee, ossessionate dal  superamento delle nazioni, consiste a suggerire ai cittadini: sfuggite all’autorità dei vostri stati. Il loro messaggio subliminale è che esse non hanno a che fare se non con individui, sui quali nessuno stato deve esercitare un’autorità indebita”.

E non è un caso che questa ipertrofia dei diritti individuali coincida con la globalizzazione: “La quale dà a chi se lo può permettere di giocare il ‘fuori’ contro il ‘dentro’.  Per esempio di trarre il massimo profitto dall’organizzazione di origini – per esempio un’alta istruzione gratuita – riducendo al minimo le obbligazioni  –  per esempio le imposte pagate”.

Ben  sappiamo, abbiamo degli esempi grandiosi di multinazionali specialiste  in questo gioco.  “Ciò non accresce il sentimento di un destino comune da  cui accettare le costrizioni in vista di un meglio collettivo”.

 Dunque la politica è divenuta impotente, incapace di rispondere alle aspirazioni  delle popolazioni?

“Si tratta di un’impotenza fabbricata, e in un certo senso desiderata da certi attori della costruzione europea; la loro filosofia soggiacente è  svuotare gli apparati politici nazionali di  ogni sostanza. Instaurare uno spazio post-statuale,  dove la ‘governance’, mescola di diritti e di regolamentazioni economiche,  sostituisce il governare: ossia l’azione di governi eletti, sempre accusato di inefficacia e di arbitrio.  A perseverare in questa ‘unione politica’ senza politica   si affonda in un buco nero catastrofico”.

Particolarmente catastrofico proprio di fronte alla globalizzazione: in essa si affermano identità collettive fortissime (la Cina, gli Stati Uniti), mentre “l’Unione Europea è incapace di pensare politicamente la mondializzazione: la sua logica spontanea è di dissolvercisi dentro. Essa dà una lettura della globalizzazione in cui si tratta di aprirsi sempre più, senza mai vedere il mondo globalizzato come quello in cui si tratta di situarsi strategicamente con scelte collettive forti. L’Europa, zona più aperta del mondo,è anche quella dove l’individualismo (dei “diritti individuali”) è più potente”.

In questo ‘individualismo’  malato e paralizzante, abbiamo superato – dice Gauchet –anche gli americani. “Gli americani continuano a pensare che sono membri della nazione americana; gli europei penserebbero piuttosto di essere membri di nulla (de rien du tout).  Negli Stati Uniti la religione resta una armatura vivente, laddove gli europei sono quelli che sono andati più avanti nella liquidazione del loro passato”.
Specie nei paesi latini, Gauchet vede che “gli inquadramenti collettivi, religiosi, sociali, comunitari sono i più radicalmente distrutti”. E  la cancellazione non è limitata alle classi alte mondializzate. “quando si studia un villaggio della Francia profonda, si constata che non c’è più nulla della vita comunitaria che resisteva ancora trent’anni fa”.

Cosa dobbiamo dire noi in Italia?  Solo pochi mesi fa il Garante dell’Infanzia (esiste anche questo) ha pubblicato dati agghiaccianti Su “L’incesto in Campania” – tanto da   farlo ritenere “normale”  in ambienti  provinciali di scarso livello culturale, dove una volta  la tradizione cristiana formava e la sua morale era tutto  quel cui si riduceva la loro “cultura”.   Ora non ci sono più questi ‘umili’, ma solo  praticanti del più devastante libertarismo e trasgressionismo consigliato dalle elites mediatiche – e  ci sono esposti  senza difesa, come schiavi sessuali, i bimbi. La liquidazione di ogni traccia di religiosità porta ad effetti mostruosi.

gauchet

Gauchet sottolinea una differenza fondamentale fra l’individualismo americano e quello, nuovo, europeo, a cui  non si pensa mai: “L’individualismo americano è quello del pioniere. Il pioniere si assume i rischi e si prende i duri colpi che gli si abbattono sopra – da cui anche il capitalismo americano, così feroce, “è vissuto come un fattore della potenza americana, la sua dinamica proiezione del mondo”:

L’individualismo europeo, ohimé, “è in larga misura il prodotto dello Stato-provvidenza, che assicura a  ciascuno di dispiegare la Propria libertà individuale nella sicurezza. E’ una differenza fondamentale”.

Si può ben dire. La mentalità corrente, il libertarismo di massa, congiurano dunque  con l’ideologia delle oligarchie euopeiste a rendere impossibile la svolta. Svolta politica, che s’impone perché “La fase neoliberale si sta  esaurendo”, e lo stato sociale (su cui si appoggiano tante “libertà”   trasgressive e irresponsabili ) viene smantellato sottoi nostri occhi.  Occorrono invece scelte politiche forti, da parte di politici capaci di vincere questa “libertà totale di ciascuno e impotenza completa di tutti”.

Si chiama forse questo “Populismo”?  Additato dai media e dalle oligarchie privilegiate come  un ritorno del  “nazionalismo”  e anzi del ‘fascismo’ in Europa? “un risorgere dei totalitarismi” per Gauchet è un fantasma senza senso agitato dai propagandisti dello status quo :

“Per molti aspetti, siamo agli antipodi del momento totalitario. Il partito unico, lo stato onnipotente, il culto del capo, tutto ciò è morto e sepolto.  Ciò che ci minaccia non è il ‘tutto-politico’, ma è la dissoluzione della coerenza politica delle nostre società”. Ma attenzione, conclude il filosofo della politica: “Dopo lo schiacciamento dell’individuo da parte della società” di cui si accusano i totalitarismi, “siamo nel sogno dell’individuo  SENZA società:  che non è più vivibile di quello”.
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Cultura ebraica a porte aperte
La Giornata Europea della Cultura Ebraica è alle porte: domenica 18 settembre l’Italia si animerà di iniziative in ben settantaquattro località, a partire da Milano, città capofila dell’iniziativa. Centinaia di eventi, tra visite guidate a sinagoghe, musei e quartieri ebraici, spettacoli, mostre, concerti, degustazioni casher e altri appuntamenti. “Lingue e dialetti ebraici” il filo conduttore di questa edizione.
Diversi gli approfondimenti sulle pagine dei quotidiani in edicola. Su Repubblica Roma, una locandina a tutta pagina con i diversi eventi e incontri in programma. La Stampa Torino parla dell’ebraico come di una lingua “antica e moderna” al tempo stesso, dando appuntamento per una più ampia elaborazione in piazzetta Primo Levi. Avvenire Milano si focalizza sulla mostra dedicata agli ebrei rifugiatisi a Shanghai ospitata al Memoriale della Shoah. Il Corriere Fiorentino sulla riscoperta del bagitto, l’antica e pittoresca parlata degli ebrei livornesi ormai appannaggio di pochi. “Indagine su un idioma” titola tra gli altri il Corriere Bologna.

Torah, immenso segreto. In tema di cultura ebraica, il Corriere dedica oggi un’intera pagina a L’anima della vita del rabbino ottocentesco Hajjim di Volozhin, in libreria in una versione curata dalla Comunità di Bose. “Come raccomanda la tradizione di Israele, Hajjim ripete che bisogna studiare la Torà e i suoi seicentotredici precetti, con una specie d’intelligenza supplementare e superiore, rivelando i suoi segreti, cioè tutta la Torà, perché la Torà è un immenso segreto” sottolinea Pietro Citati.

L'antisemitismo di Eno. Sul Corriere Sette, Aldo Grasso parla dell’antisemitismo “mascherato” dell’artista Brian Eno, che ha negato l’utilizzo della sua musica alla compagnia di danza del coreografo israeliano Ohad Naharin, la Batsheva Dance Company, che negli scorsi giorni ha inaugurato la manifestazione TorinoDanza. “Sarà anche un grande musicista – scrive il noto critico televisivo – ma Brian Eno maschera da antisionismo il suo profondo antisemitismo e ricorda, ahimè, le campagne naziste di boicottaggio: ‘Non comprate dagli ebrei’. Se vi piace, però, comprate i dischi di Brian Eno”.

La scelta di Leone. Sarà presentato martedì a Torino un atteso documentario sulla figura di Leone Ginzburg, La scelta di Leone, della regista francese Florence Mauro. Per il Venerdì, “il ritratto di un intellettuale rigoroso, curatore dell’edizione critica dei Canti leopardiani, traduttore di letteratura russa, antifascista irriducibile per scelta esistenziale prima ancora che politica, uno dei padri fondatori della casa editrice Einaudi”. Sulla stessa testata, Corrado Augias recensisce lo studio di Gemma Volli sulla figura di Edgardo Mortara, Il Caso Mortara, pubblicato da Giuntina.

L'impresa dell'Hapoel. Sorprendente sconfitta per l’Inter, che all’esordio in Europa League perde in casa perde per due a zero contro gli israeliani dell’Hapoel Be’er Sheva. “Finisce in festa – scrive la Gazzetta dello sport – con i giocatori che si fanno i selfie in campo come una scolaresca a Gardaland. L’Hapoel Be’er Sheva è venuto a San Siro con le idee chiare e ora guarda dall’alto in basso Inter e Sparta Praga”.
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 Educazione. Vuoi proteggere i tuoi figli? Coprili con l’armatura di Dio
Non sottovalutiamo il potere di Dio, il suo amore incondizionato e la forza della sua grazia contro il male, e vedremo la sua Provvidenza nella nostra famiglia. Quest’anno io e mia moglie Lida festeggiamo 23 anni di matrimonio, e da quando sono nati i nostri figli ricordo non un solo giorno trascorso senza che Lida li benedica entrambi, prima di uscire da casa o al momento di affrontare qualche compito o qualche azione particolare. Di persona, per telefono e perfino per Skype, l’ho vista o ascoltata ripetere le parole di San Paolo con lo stesso fervore e la stessa sincerità:
“Rivestilo, Signore, della tua armatura, con l’elmo della salvezza, la cintura della verità, lo scudo della fede, la corazza della giustizia, lo zelo del Vangelo come calzatura e la spada dello Spirito, che è la Parola di Dio, amen” (cfr. Efesini 6, 10-18).
Mentre pronuncia queste parole, fa un segno della croce sulla fronte dei figli con la croce di San Benedetto che teniamo in casa.
La mia formazione pastorale razionalista mi ha portato inizialmente a sottovalutare questo gesto di mia moglie, considerandolo una semplice abitudine religiosa che dovevo accettare per amor suo, ma nulla più. Varie volte, tuttavia, sono stato testimone dell’amorevole protezione di Dio per la mia famiglia, e posso associarla a questa persistente preghiera d’amore di mia moglie per i nostri figli.
Ci sono molti modi per benedire i figli, e di fatto l’unica condizione è che la preghiera sia sincera. Mi permetto ad ogni modo di suggerire ai genitori di usare questo testo della Lettera agli Efesini per benedirli, visto che risulta piuttosto completo.
    Quando invochiamo l’elmo della salvezza, chiediamo a Dio di proteggerli da qualsiasi tentazione che venga dall’intelletto (idee, concetti, pensieri, ricordi…)
    Se chiediamo per loro la cintura della verità, chiediamo che abbiano la fermezza di mantenersi saldi nelle loro convinzioni, di fronte a chi semina il dubbio con pettegolezzi, pressione sociale, menzogna, bullismo e confusione.
    Invocando lo scudo della fede, chiediamo di proteggerli dai “dardi incendiari” del maligno, ovvero maldicenze, rancori, odi e ogni tipo di occultismo rivolto verso di loro.
    Quando invochiamo la protezione della corazza della giustizia, stiamo chiedendo che il loro cuore e i loro sentimenti vengano preservati.
    Quando chiediamo che abbiano lo zelo del Vangelo come calzatura, chiediamo che non retrocedano dalla loro fede, ma progrediscano in essa. All’epoca di Gesù, i soldati romani usavano scarpe con degli spuntoni sotto per tenere bene a terra i piedi del combattente senza farlo indietreggiare.
    Quando infine invochiamo la spada dello Spirito che è la Parola di Dio, chiediamo che i nostri figli se ne nutrano e che questo si rifletta nel loro modo di essere, di parlare, di comportarsi nella vita, di modo che siano sempre vincitori di fronte alla tentazione e al male. Si noti che la spada è l’unica arma d’attacco dell’armatura di Dio. Non è un caso che il laicismo cerchi innanzitutto di toglierci la possibilità di usarla per difendere le nostre opinioni.
Una madre di famiglia disperata ha parlato con noi nella nostra Libreria Tenax. Ci ha raccontato il dramma che viveva con i figli adolescenti e ci ha chiesto: “Cosa posso fare per loro?” Le abbiamo detto: “La prima cosa è pregare con fervore per loro e benedirli tutti i giorni”. Lei si è mostrata stupita e ci ha detto: “Sì, è chiaro, ma non conoscete uno psicologo?” Se continuiamo a sottovalutare il potere di Dio, il suo amore incondizionato e la forza della sua grazia che vince ogni male, difficilmente vedremo la sua Provvidenza riflessa nella nostra famiglia. Luis Enrique Ascoy
http://it.aleteia.org/2016/09/15/proteggere-figli-armatura-dio/?utm_campaign=NL_it&utm_source=daily_newsletter&utm_medium=mail&utm_content=NL_it
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Sono omosessuale ma non gay: difendo il matrimonio tra uomo e donna, Jean-Pierre Delaume-Myard si ritiene una delle tante vittime della lobby gay
Jean-Pierre, omosessuale, si oppone al cosiddetto “matrimonio per tutti” e all’adozione da parte di coppie gay.
È giornalista, regista e uno dei portavoci de La Manif pour Tous in Francia, il grande movimento a favore della famiglia che ha portato centinaia di migliaia di persone nelle strade francesi per difendere il matrimonio naturale di fronte agli attacchi del Governo di François Hollande.
Jean-Pierre è sceso in strada per dire che gli omosessuali sono cittadini responsabili e respinge il fatto che l’orientamento sessuale diventi una legge imposta a tutti.
Ha scritto il libro Homosexuel contre le mariage pour tous, in cui riferisce il potere della lobby gay e come questo si appropri della voce degli omosessuali pur non rappresentando la maggioranza di loro.
Ecco alcune idee esposte nel suo libro: Si oppone al matrimonio omosessuale in Francia perché prevede l’adozione.
“Ogni bambino ha innanzitutto bisogno di un padre e di una madre per realizzarsi. C’è una grande differenza tra avere due ‘papà’ o due ‘mamme’ e avere due genitori eterosessuali. La vera uguaglianza ha la sua unica fonte nella coppia genitoriale. Solo in essa è incontestabile. Pretendere di cancellare questo fatto è negare la realtà. Tutti dobbiamo la vita all’uguaglianza uomo-donna”.

“L’enorme instabilità che si verifica tra le coppie dello stesso sesso, confermata da numerosi studi realizzati nei Paesi in cui questo matrimonio è stato legalizzato, dimostra che le conseguenze per il bambino sono soprattutto l’insuccesso scolastico, i problemi per la futura integrazione professionale, la morbilità psichica e l’instabilità affettiva”.

“I bambini adottati si interrogano spesso sulle ragioni per le quali i loro genitori biologici li hanno abbandonati. Aggiungere a questo la difficoltà di comprendere una filiazione omogenitoriale è rendere questo compito ancora più difficile, condannarli a una doppia pena”.

“La maternità surrogata è inaccettabile perché la donna non è una merce, e un bambino non è una medicina per coppie dello stesso sesso con carenza di affetto”.

“La maternità surrogata è una violenza radicale, visto che consiste nel privare un bambino del suo diritto inalienabile alle sue origini, del diritto di conoscere suo padre e sua madre. Tutti siamo nati da un padre e da una madre. Che diritto c’è di privare un bambino di questo?”

“Come cattolico praticante non ho mai dovuto indossare un’armatura per andare la domenica a Messa. Ogni volta che ho confessato la mia sessualità a un sacerdote, questi non solo mi ha ascoltato, ma mi ha anche accolto con bontà, permettendomi perfino di compiere la lettura dei testi sacri”.

“La lobby gay non rappresenta la totalità degli omosessuali. In Europa influisce ovunque. I media preferiscono dare visibilità a un omosessuale della lobby LGBT piuttosto che a uno che non fa parte di una lobby. Se un omosessuale non è d’accordo con la lobby gay, viene manipolato ed etichettato. La lobby gay esercita una dittatura insopportabile e ci rinchiude in una categorie di persone speciali all’interno dell’umanità, il che di fatto crea una disuguaglianza”.

“Ogni volta che mi pronuncio pubblicamente ricevo messaggi apertamente ostili sulla mia pagina di Facebook: ‘Ti daremo fuoco’, ‘Sporco traditore’, eccetera”.
“L’Associazione Internazionale di Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transessuali e Intersessuali (ILGA) si finanzia con fondi dell’Unione Europea e dei Governi americano e olandese, un trust finanziario. Nel 2012 ha ricevuto 1,408 milioni di euro”.

“La lobby gay è decisa a distruggere, senza che contino i mezzi, le istituzioni del matrimonio e della famiglia, con l’aiuto di alcune lobby femministe come Femen, che non è l’unica”.

“La questione dell’ideologia di genere è intimamente legata alla Procreazione Medicalmente Assistita e al suo corollario, la gestazione surrogata. Per far credere che un uomo con un uomo o una donna con una donna possano avere un figlio ci impongono l’ideologia di genere”.

“Più che una parola, il concetto di genere è lo strumento di una rivoluzione antropologica e culturale nelle nostre società postmoderne in cerca di identità e uguaglianza”.

“Di recente abbiamo lanciato una campagna in Europa a favore del matrimonio uomo-donna e della filiazione padre-madre-figlio. Con uno spirito di chiarificazione, ma anche di unità, l’iniziativa cittadina Mum, Dad&Kids propone l’adozione da parte dell’Unione Europea di una definizione del matrimonio e della famiglia nella legislazione comunitaria. È stata presentata ufficialmente il 18 aprile a Parigi”.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]
http://it.aleteia.org/2016/09/14/omosessuale-jean-pierre-delaume-myardnon-difendere-matrimonio-uomo-donna/3/

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 Politica
Ci si può appellare all’obiezione di coscienza contro le unioni gay?
Gelsomino Del Guercio/Aleteia
17 maggio 2016
Per l’ufficiale che deve celebrare un’unione civile, c’è la possibilità di appellarsi all’obiezione di coscienza e non officiarla?
«La questione è complessa e delicata e richiede di essere adeguatamente precisata», premette ad Aleteia don Leonardo Salutati, teologo e docente di Teologia morale alla Facoltà teologica dell’Italia centrale di Firenze.

FORMA DI DISSENSO
L’obiezione di coscienza, prosegue don Leonardo, «rappresenta una forma di dissenso a carattere non violento che si esprime nel rifiuto individuale di prestare ossequio esterno ad un disposto legislativo, pur nella consapevolezza di esporsi ad eventuali conseguenze anche penali qualora l’obiezione non abbia riconoscimento legale».

DIRITTO ALLA LIBERTA’ RELIGIOSA
Come tale «essa esprime allo stesso tempo un profondo consenso ad una legge più alta e non eludibile. L’esercizio dell’obiezione di coscienza si inserisce nell’ambito più vasto del diritto di libertà religiosa, che non deriva da una concessione dello Stato ma è inalienabile e universale ed è “la più profonda espressione della libertà di coscienza”, anzi “è il primo dei diritti” (Giovanni Paolo II – 1991; Benedetto XVI – 2011)».

DOCUMENTI CHE LO CONTEMPLANO
Il diritto di libertà religiosa e di coscienza è tra l’altro riconosciuto in importanti documenti: nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo (1948); nella Convenzione Europea sui Diritti dell’Uomo e le Libertà Fondamentali (1950); nel Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici (1966). Nella Risoluzione del Parlamento Europeo del 19 gennaio 1994 l’obiezione di coscienza è espressamente riconosciuta come: “un vero e proprio diritto soggettivo che deriva dai diritti dell’uomo e dalle libertà fondamentali”.

L’INDICAZIONE DEL CATECHISMO
Oltre a questo il Catechismo della Chiesa Cattolica al n. 2242 ricorda che: «Il rifiuto d’obbedienza alle autorità civili, quando le loro richieste contrastano con quelle della retta coscienza, trova la sua giustificazione nella distinzione tra il servizio di Dio e il servizio della comunità politica. “Rendete […] a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio” (Mt 22,21). “Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini” (At 5,29)».

IL DIRITTO DELL’UFFICIALE CIVILE
Detto questo, per il teologo «l’unione tra persone dello stesso sesso è palesemente contraria alle esigenze dell’ordine morale e, per i credenti, agli insegnamenti del Vangelo e l’ufficiale civile, la cui coscienza voglia restare fedele a tali esigenze, ha diritto ad esercitare l’obiezione di coscienza».
Gli aspetti problematici che si presenteranno in Italia, come si sono già presentati in altri Stati, «derivano dal fatto che il legislatore non ha previsto nel disposto legislativo che istituisce le unioni civili tra persone dello stesso sesso, la possibilità di obiezione di coscienza».

LIBERTA’ NON TUTELATA
Tale possibilità, realisticamente, «non avrebbe provocato impedimenti o ritardi nella istituzione dell’unione civile perché il ruolo di ufficiale civile può essere ricoperto da più persone. Senza considerare – sottolinea don Leonardo – che non prevedendo la possibilità di obiezione di coscienza, di fatto, non si tutela adeguatamente il diritto naturale di libertà religiosa e di coscienza. Sinceramente – chiosa – c’è da riflettere se questo aspetto non sia ancora più preoccupante della questione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso»

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Put on the full armour of God so that you can take your stand against the devil's schemes. (Ephesians 6:11) STANDING AGAINST THE DEVIL. The Bible clearly says to use the full armour. We usually feel we are doing okay if we have most of the pieces of armour in place. Yet, if even one piece is missing, we have a weak spot where Satan can injure us, causing us to lose ground rather than standing firm. (1 Peter 5:8-9) The New Living Translation in Ephesians 6:11 puts it this way: “Put on all of God’s armour so that you will be able to stand firm against all strategies and tricks of the Devil.” It further says in verse 13, “Use every piece of God’s armour to resist the enemy in the time of evil, so that after the battle you will still be standing firm.” 
RESPONSE: Today I will put on the full armour of God to stand strong against Satan’s darts of doubt, denial and deceit.
PRAYER: “The Warrior’s Prayer”
Heavenly Father, Your warrior prepares for battle.
Today I claim victory over Satan by putting on the whole armour of God! I put on the Belt of Truth.
May I stand firm in the truth of your Word so I will not be a victim of Satan’s lies. I put on the Breastplate of Righteousness.
May it guard my heart from evil so I will remain pure and holy, protected under the blood of Jesus Christ.
I put on the Sandals of Peace.
May I go out and proclaim the good news of the Gospel so your peace will shine through me and be a light to all I encounter.
I take the Shield of Faith.
May I be ready to deflect Satan’s fiery darts of doubt, denial and deceit so I will not be vulnerable to spiritual defeat.
I put on the Helmet of Salvation.
May I keep my mind focused on you so Satan will not have a stronghold on my thoughts. I take the Sword of the Spirit.
May the two-edged sword of your Word be ready in my hands so I can use it to take authority over the Enemy.
By faith, your warrior has put on the whole armour of God. I am prepared to live this day in spiritual victory.
Amen.[14]
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